Education & Universities PROBLEMI CON GLI ESAMI? CI SONO LE SMART DRUGS

giù le mani dai bambini news

Fonte: smartweek

Quante volte ci siamo ritrovati alle soglie di un esame e abbiamo detto la fatidica frase: “se solo avessi un giorno in più per studiare?”; e quante volte abbiamo fatto nottate di studio prima di un’importante verifica? Per gli studenti di oggi queste domande sono quasi retoriche e, prima di un esame, tra un caffè e l’altro si cerca di rimanere svegli e immagazzinare più informazioni possibili.

Negli ultimi anni però i protagonisti delle nottate di studio non sono più solo il caffè o gli energy drink ma anche il Ritalin e l’Adderal, due tra i farmaci più usati per curare l’ADHD ossia la sindrome da deficit di attenzione e iperattività.

Questa pratica si è particolarmente diffusa nei campus universitari degli Stati Uniti in cui la forte competizione a livello accademico ha spinto gli studenti a giocare il tutto per tutto pur di avere voti alti e rimanere al passo con gli esami. La pressione che hanno costantemente addosso e la loro voglia di avere successo a tutti i costi li spinge a credere che la loro carriera universitaria viva grazie al paradigma de “il fine giustifica i mezzi”, anche se il prezzo da pagare è la salute. Avere medie alte e voler essere al top nel proprio ambito di studio è più che positivo, ma non se per esserlo si rischia la vita.

Negli USA l’utilizzo di questi farmaci per fini di studio ha preso il nome di study drugs smart drugs e nei campus universitari sono ormai facilmente reperibili, come può esserlo un’aspirina. Trovare i ragazzi che la vendono è molto semplice e a loro per ottenerla basta andare nei centri di salute dei campus e simulare i sintomi della sindrome da deficit di attenzione, i pochi controlli dei medici fanno il resto. Molti ragazzi l’hanno definito facile come compilare un questionario. Il problema è che la maggior parte dei consumatori di study drugs non sa come agiscono sul proprio organismo. Questi farmaci aumentano i livelli di dopamina che, nelle persone affette da ADHD, sono più bassi a causa di una trasmissione irregolare tra i neuroni che tende ad eliminarla. Se ad assumerla è una persona non affetta da questa sindrome l‘eccesso di dopamina lo porterà ad un elevato livello di concentrazione che però condurrà a una serie di disturbi psicofisici che vanno dalla pressione sanguigna alta al battito cardiaco accelerato, dal mal di testa alle vertigini, dall’ansia agli stati di paranoia.

Questi sono solo alcuni degli effetti collaterali che può comportare l’assunzione sregolata dellesmart drugs, ma quello che preocupa più di tutti è la forte dipendenza che creano. Il rischio è quindi quello di iniziare a usarle non più per preparare un esame ma semplicemente per “stare bene”. I rischi ai quali si va incontro però non scoraggiano gli studenti, infatti il Dipartimento Universitario dei Servizi Sanitari di Austin in Texas ha stimato che il 5% dei ragazzi in età compresa tra i 18 e i 25 anni fa illegalmente uso dell’Adderal e del Ritalin. Se il 5% può sembrare una percentuale bassa basti pensare che è più alta della percentuale di ragazzi nella stessa fascia d’età che fa uso di cocaina ed LSD. Attorno al consumo delle study drugs si è creato un vero e proprio business. Durante il periodo di esami nei campus si riesce facilmente a trovare un venditore. Secondo un sondaggio fatto sul sito The Campus Companion durante un semestre un venditore fa dai 2.000 ai 5.000 dollari. Il prezzo di una singola pillola invece varia dai 6 agli 8 dollari ma con l’acquisto di massa da parte di molti studenti si può scendere fino a 3 o 5 dollari. Il dipartimento di polizia di Austin ha deciso di trattare i consumatori illegali di questi farmaci come dei comuni consumatori di droghe con tutti i risvolti penali che ciò comporta. Passi il termine study drugs – droghe dello studio – ma smart drugs lascia un po’ più perplessi. Qui di intelligente pare esserci ben poco.

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