Co-proxamol e suicidio

area scientifica Giù le mani dai bambini Onlus

2003 Hawton-K et Al.

In questo articolo si sono analizzati i risultati dell’incidenza di suicidi dovuti al co-proxamol.

Autori: Hawton K, Simkin S, Deeks J.

Università/laboratorio: Centre for Suicide Research, University of Oxford Department of Psychiatry, Warneford Hospital, Headington, Oxford OX3 7JX. keith.hawton@psych.ox.ac.uk

Abstract:  Si é cercato di esaminare l’incidenza dei suicidi dovuti al co-proxamol paragonato agli antidepressivi triciclici ed al paracetamolo e di confrontare i tassi di mortalità per auto intossicazioni con questi farmaci. A tal fine si sono analizzati i dati nazionali e locali ordinariamente raccolti sui suicidi e sulle auto intossicazioni, avvalendosi dell’ Ufficio Statistico Nazionale del sistema di controllo per il tentato suicidio di Oxford. Sono state utilizzate le annotazioni dei suicidi in Inghilterra e nel Galles 1997-9 e le auto intossicazioni non fatali  nel distretto di Oxford 1997-9, valutando l’incidenza dei suicidi con il co-proxamol antidepressivi triciclici o paracetamolo ed il rapporto tra gli auto avvelenamenti non fatali e fatali. 

RISULTATI: Il Co-proxamol da solo ha rappresentato 5% di tutti i suicidi. Dei  4162 farmaci suicidio-correlati, il 18% (766) hanno coinvolto il co-proxamol da solo, gli antidepressivi triciclici il 22% (927) da soli, ed il paracetamolo il 9% (368) da solo. Una proporzione più elevata dei suicidi nel gruppo d’età di 10-24 anni era dovuta al co-proxamol che negli altri gruppi d’età. Le probabilità di morire dopo un’overdose con il co-proxamol erano 2.3 volte (95%) intervallo di confidenza  2.1-2.5) di quello degli antidepressivi triciclici e 28.1 volte (24.9-32.9) quello del paracetamolo.

In conclusione, l’auto avvelenamento  con il co-proxamol è particolarmente pericoloso e contribuisce sostanzialmente ai suicidi correlati ai farmaci. La limitazione della disponibilità del co-proxamol potrebbe avere un ruolo importante nella prevenzione dei suicidi.

Pubblicazione: BMJ. 2003 May 10;326(7397):1006-8

Riferimenti:
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/entrez/query.fcgi?cmd=Retrieve&db=pubmed&dopt=Abstract&list_uids=12742920&itool=iconpmc

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