Ampio risalto sul warning dell’Agenzia Italiana del Farmaco circa la pericolosità dell’uso della Paroxetina sui minori è stato dato dai parlamentari europei del Movimento 5 Stelle:
Da: Doctor33 – fonte: Journal of Health and Social Behavior 2013 54(4) 498–515 Le relazioni sociali, compresi i rapporti con coetanei, genitori e insegnanti, superano i fattori costituzionali, specie il declino della melatonina, nel modificare il sonno degli adolescenti.
Di Francesca Pierleoni – fonte: ANSA.it Rush Hour, un’indagine tra Italia, Europa e Usa, indaga sulla sindrome. Ma è vera malattia? Il grande Bollea li curava così, mandandoli in bici con il papà
Fonre: Online News Gli studenti più giovani di una classe sono anche quelli che più spesso ricevono una diagnosi di disturbo da deficit di attenzione e iperattività (adhd), rispetto ai loro compagni più ‘vecchi’.
di Alessandro Frezzato – Fonte: Affaritaliani.it Stanno aumentando in modo preoccupante gli adolescenti e anche i bambini a qui vengono prescritti psicofarmaci, a lanciare l’allarme è l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), basandosi su uno studio condotto tra il 2005 e il 2012 tra Europa e Stati Uniti
Di Luisa Mosello – Fonte: salute.ilmessaggero.it Attenzione all’uso e all’abuso di psicofarmaci e sonniferi per i bambini. L’ultimo, ennesimo allarme arriva dall’associazione dei pediatri tedeschi che sottolineano quanto queste medicine possano avere effetti diretti sul cervello, provocare dipendenza oltre ad essere causa di attacchi respiratori.
Di: Chiara Palmerini – Fonte: Focus Una nuova analisi di vecchi dati ribalta le conclusioni cui era giunto uno studio quindici anni fa: oggi sappiamo che la paroxetina non aiuta a trattare la depressione negli adolescenti. E questa retromarcia solleva, ancora una volta, il problema di una valutazione indipendente e “oggettiva” dei risultati dei farmaci.
Di: Francesca Sironi – Fonte: L’Espresso Bimbi irrequieti. Ansia sociale e da lutto. Teen timidi. Per un discusso manuale americano si tratta di malattie mentali. Come altre trecento. Ma è un errore, spiega un grande maestro. E può fare seri danni. Parla Eugenio Borgna
Fonte: smartweek Quante volte ci siamo ritrovati alle soglie di un esame e abbiamo detto la fatidica frase: “se solo avessi un giorno in più per studiare?”; e quante volte abbiamo fatto nottate di studio prima di un’importante verifica? Per gli studenti di oggi queste domande sono quasi retoriche e, prima di un esame, tra un caffè e l’altro si cerca di rimanere svegli e immagazzinare più informazioni possibili.