Rassegna stampa sulla nostra lettera aperta al Direttore generale RAI

Recentemente inviata al Direttore Generale RAI, la nostra lettera aperta e l’interrogazione parlamentare che ne è conseguita, ha suscitato molta attenzione nella stampa italiana. Riproponiamo a seguire alcune delle principali riprese da agenzie ed organi di informazione

MINORI. INTERPELLANZA PARLAMENTARE BINETTI-MOLEA SU ‘DISORDINI’
POMA (GIU’ LE MANI DAI BAMBINI): SU RAI MARKETING FARMACEUTICO
Agenzia DIRE

“A una settimana dalla Giornata mondiale dell’Infanzia dell’Onu, sulla Rai va in scena il marketing farmaceutico con la docu-fiction ‘Disordini’ sul disagio mentale che colpisce i piu’ piccoli. Il protagonista, un medico neuropsichiatra di Roma, prescrive psicofarmaci con insolita disinvoltura a minori con problemi di comportamento”. A denunciarlo e’ Luca Poma, giornalista e portavoce del piu’ rappresentativo Comitato italiano per la farmacovigilanza pediatrica ‘Giu’ le Mani dai Bambini’, intervenuto sull’argomento scrivendo una lettera aperta al direttore generale Rai, Luigi Gubitosi, per contestare l’iniziativa e chiedere risposte ai vertici Rai.
La serie televisiva in onda da alcune settimane su Rai 3 non e’ passata in sordina nemmeno tra gli esperti, tanto che la ‘querelle’ e’ approdata in Parlamento con la presentazione di un’interpellanza al ministro della Sanita’, Beatrice Lorenzin, e al ministro per lo Sviluppo economico, Flavio Zanonato, ad opera dei deputati Bruno Molea (Sc) e Paola Binetti (Udc-Sc) sempre molto attenti alle tematiche riguardanti l’infanzia. L’onorevole Molea depositera’ inoltre l’interrogazione anche in Commissione Vigilanza Rai, in qualita’ di segretario.
“Il progetto televisivo – pregevole in astratto – parte dall’osservazione che il disturbo mentale spesso fa paura, al punto che diventa difficile persino ammetterne l’esistenza: troppo spesso anziche’ affrontare il problema, in particolare se colpisce i propri figli, si tende a nascondere questi disagi adolescenziali. Di qui- spiega Poma- la scelta di riproporre alcune delle situazioni piu’ significative affrontate nel corso della sua attivita’ specialistica dal consulente Rai al centro della docu-fiction, dove interpreta se stesso, mentre gli attori, nel ruolo dei pazienti e dei loro parenti, ricostruiscono le singole vicende dei ragazzi”.
L’iniziativa pare “viziata da una grave inesattezza di fondo-precisa Poma- l’intera sceneggiatura della Fiction e’ condizionata dal fatto che il medico consulente Rai si riconosce unicamente nella teoria dell’origine organica e genetica dei disturbi di comportamento, al punto da suggerire fin troppo spesso come terapia di prima linea il trattamento farmacologico per la presa in carico dei problemi dei suoi assistiti”.
In definitiva, continua Poma, “il programma si traduce -inconsapevolmente o no resta da stabilirlo – in una promozione indiretta per l’uso di psicofarmaci in eta’ evolutiva, con buona pace dell’indipendenza che il servizio pubblico radio-televisivo dovrebbe avere dagli interessi – enormi – del marketing delle multinazionali del farmaco in Italia, un paese che – e’ bene ricordarlo – e’ il 5° mercato farmaceutico al mondo”.
Sulla polemica e’ intervenuto anche Federico Bianchi di Castelbianco, noto psicoterapeuta dell’eta’ evolutiva: “La spinta alla trasmissione e’ dettata dal presunto aumento di malattia mentale nel 20% dei soggetti in eta’ evolutiva, da curare secondo la docu-fiction primariamente con psicofarmaci piu’ che essere affrontata in relazione al contesto e ai problemi legati all’ambiente. Fondamentale- sottolinea il direttore dell’Istituto di Ortofonologia (IdO) di Roma- in questo caso e’ la discriminazione tra disagio, manifestazioni sintomatiche e psicopatologie per offrire la giusta risposta al problema e non far diventare malattia psichiatrica ogni singolo comportamento trasgressivo, che specie nell’adolescenza e’ quotidianita’. Un adolescente sano puo’ presentare manifestazioni che possano essere male interpretate. Molto spesso sono solo segni sani di ribellione o di rabbia per di piu’ giustificata che fuoriesce, e solo la conoscenza dello sviluppo consente di differenziare. Di certo non si puo’ formulare una diagnosi basandosi su questionari rivolti agli insegnanti. Non ripetiamo cio’ che e’ accaduto in Germania, passando dalla somministrazione nel 1993 di circa 30 chili di psicofarmaci ai bambini, ai 1.870 chili nel 2011.
Ricordiamo inoltre che negli Stati Uniti sono stati condannati case farmaceutiche, famosi cattedratici per aver ammesso di aver ricevuto milioni di dollari e, infine- conclude Castelbianco- anche il padre scientifico dell’Adhd Leon Eisenberg ha confessato che la sindrome da deficit di attenzione e iperattivita’ e’ una malattia fittizia”.
Binetti, neuropsichiatra infantile e forte delle sue competenze specialistiche, e’ entrata poi nel merito della questione: “E’ eclatante ad esempio la puntata della Fiction dedicata all’iperattivita’ e deficit di attenzione, dove gia’ dai primi incontri con la famiglia il medico prescrive potenti metanfetamine a un ragazzino con problemi di comportamento e di resa scolastica, insistendo a piu’ riprese con la famiglia affinche’ somministri lo psicofarmaco. Non si tratta qui di demonizzare l’uso di farmaci psicoattivi- chiarisce l’esponente Udc-Sc- ma di comprendere una volta per tutte che i problemi dei minori e dei bambini in particolare possono avere molte cause, anche afferenti l’ambiente e il sistema educativo, e che lo psicofarmaco non dovrebbe mai essere la disinvolta soluzione per risolvere in prima battuta un disagio comportamentale”. La piu’ autorevole rivista medico-scientifica del mondo, il British Medical Journal, ha “pubblicato pochi giorni fa un importante editoriale nel quale denuncia i rischi di ipermedicalizzazione dei problemi di comportamento dei minori, mettendo in guardia dal pericoloso incremento nell’uso di psicofarmaci su bambini e adolescenti, e la RAI invece in qualche modo lo favorisce?
Stupisce chi e’ investito dell’importante missione istituzionale di ‘fare cultura’ nel nostro Paese faccia propria in modo acritico la tesi che caldeggia l’uso disinvolto di psicofarmaci sui minori”, conclude Binetti, che nel suo atto ispettivo ha chiesto ai ministri di “intervenire sulla RAI per garantire- su temi cosi’ delicati come la salute dell’infanzia- un’informazione realmente obiettiva alla cittadinanza, nonche’ di assumere iniziative per dare voce a quella significativa parte della comunita’ scientifica che non si riconosce nell’approccio biochimico al comportamento dell’infanzia e che invoca giustamente maggiore prudenza nella veicolazione di messaggi
televisivi che possono stimolare la disinvolta somministrazione di psicofarmaci ai minori”.

 

MINORI. BINETTI: ABBIAMO BISOGNO DI FAMIGLIA NON DI PSICOFARMACI 
PRESENTATA CON MOLEA INTERPELLANZA SU FICTION RAI

Agenzia DIRE – Notiziario Minori

“Circostanze di questi giorni ci dicono che i bambini soffrono la mancanza di famiglia e non possiamo pensare di supplire a tale disagio con la somministrazione di psicofarmaci. Lo stato d’ansia dei minori, la depressione minorile, i disturbi alimentari e anche il bullismo sono tutti segni mostrati da soggetti che vivono in una societa’ senza padri e madri. Non perche’ non ci siano i genitori, ma perche’ sono percepiti dai bambini come ‘genitori bancomat’ che lavorano per loro ma mai con loro, essendosi impoveriti i tempi nelle relazioni per giocare e discutere insieme. La nostra societa’ ha piu’ bisogno di famiglia che di psicofarmaci”. A pensarla cosi’ e’ Paola Binetti, deputato Udc-Sc, che ha presentato insieme al deputato Sc Bruno Molea un’interpellanza ai ministeri dello Sviluppo economico e della Salute per fare chiarezza su ‘Disordini’, la prima docu-fiction realizzata da Rai Educational e Specchioriflesso.net (il nuovo sito della Neuropsichiatria dell’ospedale Bambino Gesu’) sui disturbi mentali pediatrici.
La bonta’ dell’interpellanza “va nella direzione di verificare se sono state prese effettivamente tutte le misure precauzionali per non andare a pubblicizzare con questa fiction dei prodotti che debbano essere all’attenzione della prescrizione medica”, ha chiarito Molea. “Vogliamo solo fare chiarezza e capire se sia stata prestata sufficiente attenzione nella costruzione di certi messaggi che possono passare indirettamente e in modo non chiaro, colpendo l’attenzione di chi sta seguendo la fiction. Crediamo- prosegue il deputato Sc- che a volte possa accadere inconsciamente che certi messaggi vengano trasmessi in modalita’ che non sempre tutelino chi li recepisce e che magari potrebbe esserne condizionato”. L’interpellanza sara’ presentata dal deputato Sc in Commissione Vigilanza Rai.

(il “lancio” di agenzia prosegue con il testo integrale dell’interrogazione – NDR)

 

Binetti: fiction Rai promuove “con disinvoltura” psicofarmaci per i bambini
Fonte: AffariItaliani, Venerdì, 15 novembre 2013

E’ in onda su RAI 3 in queste settimane “Disordini”, una Fiction sui problemi comportamentali dei minori che solleva polemiche da parte da parte degli esperti, con una “querelle” che approda anche in Parlamento e in Commissione Vigilanza RAI con un interrogazione degli onorevoli Bruno Molea e Paola Binetti, sempre molto attenta – da neuropsichiatra infantile – a tematiche riguardanti l’infanzia.

Il progetto televisivo – pregevole in astratto – parte dall’osservazione che il disturbo mentale spesso fa paura, al punto che diventa difficile persino ammetterne l’esistenza: troppo spesso anziché affrontare il problema, in particolare se colpisce i propri figli, si tende a nascondere questi disagi adolescenziali. Di qui la scelta di riproporre alcune delle situazioni più significative affrontate nel corso della sua attività specialistica dal consulente RAI al centro della docu-fiction, dove interpreta se stesso, mentre gli attori, nel ruolo dei pazienti e dei loro parenti, ricostruiscono le singole vicende dei ragazzi.

L’iniziativa pare tuttavia pare viziata da una grave inesattezza di fondo, al punto che il più rappresentativo Comitato italiano per la farmacovigilanza pediatrica, “Giù le Mani dai Bambini®” (www.giulemanidaibambini.org), ha indirizzato una lettera aperta al Direttore Generale RAI Luigi Gubitosi contestando l’iniziativa e chiedendo risposte ai vertici RAI. Luca Poma, giornalista e portavoce nazionale del comitato, ha dichiarato: “L’intera sceneggiatura della Fiction è condizionata dal fatto che il medico consulente RAI si riconosce unicamente nella teoria dell’origine organica e genetica dei disturbi di comportamento, al punto da suggerire fin troppo spesso come terapia di prima linea il trattamento farmacologico per la presa in carico dei problemi dei suoi assistiti. In definitiva, il programma si traduce – inconsapevolmente o no resta da stabilirlo – in una promozione indiretta per l’uso di psicofarmaci in età evolutiva, con buona pace dell’indipendenza che il Servizio pubblico radio-televisivo dovrebbe avere dagli interessi – enormi – del marketing delle multinazionali del farmaco in Italia, un paese che – è bene ricordarlo – è il 5° mercato farmaceutico al mondo. Non esiste alcun accordo all’interno della comunità scientifica internazionale sul fatto che le variazioni di temperamento dei bambini o le difficoltà di comportamento o di inserimento a scuola degli adolescenti derivino da problemi di carattere organico, ne tantomeno che gli psicofarmaci siano una soluzione efficace, anzi, molte delle ricerche che vengono abitualmente citate a conforto della necessità di somministrare psicofarmaci ai minori come prima soluzione al loro disagio sono di scarsa qualità e con prove di grave pregiudizio editoriale, ed è davvero discutibile che in un programma del Servizio Pubblico Radiotelevisivo questo venga invece presentato come l’unico punto di vista esistente, con il rischio gravissimo – conclude Poma – di indurre convincimenti del tutto falsi tra i telespettatori RAI e tra le famiglie, e di favorire quindi un business – quello della vendita di psicofarmaci ai più piccoli – da oltre 20 miliardi di Euro all’anno”.

Sulla polemica è intervenuto anche Federico Bianchi di Castelbianco, noto psicoterapeuta dell’età evolutiva: “La trasmissione pare giustificata dal presunto aumento di malattia mentale nel 20% dei soggetti in età evolutiva, da curare – secondo la DocuFiction – primariamente con psicofarmaci, più che essere affrontata in relazione ai problemi legati all’ambiente. Un adolescente sano può presentare manifestazioni che possano essere male interpretate, molto spesso sono solo segni di ribellione o di rabbia, di certo non si possono formulare diagnosi superficiali basandosi magari su questionari rivolti agli insegnanti. Non ripetiamo ciò che è accaduto nella vicina Germania, dove si è passati dalla somministrazione nel 1993 di circa 30 chili di psicofarmaci ai bambini, ai 1.870 chili nel 2011, e ricordiamoci che negli Stati Uniti sono state condannate case farmaceutiche e famosi accademici per aver ammesso di aver ricevuto milioni di dollari dai produttori, e anche il padre scientifico dell’ADHD (la sindrome dei bambini agitati e distratti) Leon Eisemberg ha confessato che essa è nient’altro che una malattia fittizia”. La discussione approda in Parlamento, con un’interrogazione dell’On. Paola Binetti al Ministro della Sanità Beatrice Lorenzin e al Ministro per lo Sviluppo Economico Flavio Zanonato, depositata anche in Commissione Vigilanza RAI, della quale l’On. Molea è Segretario. L’On. Binetti, neuropsichiatra infantile, forte delle sue competenze specialistiche, è intervenuta nel merito: “E’ eclatante ad esempio la puntata della Fiction dedicata all’iperattività e deficit di attenzione, dove già dai primi incontri con la famiglia il medico prescrive potenti metanfetamine a un ragazzino con problemi di comportamento e di resa scolastica, insistendo a più riprese con la famiglia affinchè somministri lo psicofarmaco. Non si tratta qui di demonizzare l’uso di farmaci psicoattivi, ma di comprendere una volta per tutte che i problemi dei minori e dei bambini in particolare possono avere molte cause, anche afferenti l’ambiente e il sistema educativo, e che lo psicofarmaco non dovrebbe mai essere la disinvolta soluzione per risolvere in prima battuta un disagio comportamentale.

La più autorevole rivista medico-scientifica del mondo, il British Medical Journal, ha pubblicato pochi giorni fa un importante editoriale nel quale denuncia i rischi di ipermedicalizzazione dei problemi di comportamento dei minori, mettendo in guardia dal pericoloso incremento nell’uso di psicofarmaci su bambini e adolescenti, e la RAI invece in qualche modo lo favorisce? Stupisce chi è investito dell’importante missione istituzionale di “fare cultura” nel nostro Paese faccia propria in modo acritico la tesi che caldeggia l’uso disinvolto di psicofarmaci sui minori”, conclude la Binetti, che nel Suo atto Ispettivo chiede ai Ministri di “intervenire sulla RAI per garantire – su temi così delicati come la salute dell’infanzia – un’informazione realmente obiettiva alla cittadinanza, nonché di assumere iniziative per dare voce a quella significativa parte della comunità scientifica che non si riconosce nell’approccio biochimico al comportamento dell’infanzia e che invoca giustamente maggiore prudenza nella veicolazione di messaggi televisivi che possono stimolare la disinvolta somministrazione di psicofarmaci ai minori”.

 

Binetti: quella fiction Rai promuove “con disinvoltura” psicofarmaci per i bambini

fonte: onlinenews.it

E’ in onda su RAI 3 in queste settimane “Disordini”, una Fiction sui problemi comportamentali dei minori che solleva polemiche da parte da parte degli esperti, con una “querelle” che approda anche in Parlamento e in Commissione Vigilanza RAI con un interrogazione degli onorevoli Bruno Molea e Paola Binetti, sempre molto attenta – da neuropsichiatra infantile – a tematiche riguardanti l’infanzia.
Il progetto televisivo – pregevole in astratto – parte dall’osservazione che il disturbo mentale spesso fa paura, al punto che diventa difficile persino ammetterne l’esistenza: troppo spesso anziché affrontare il problema, in particolare se colpisce i propri figli, si tende a nascondere questi disagi adolescenziali. Di qui la scelta di riproporre alcune delle situazioni più significative affrontate nel corso della sua attività specialistica dal consulente RAI al centro della docu-fiction, dove interpreta se stesso, mentre gli attori, nel ruolo dei pazienti e dei loro parenti, ricostruiscono le singole vicende dei ragazzi.
L’iniziativa pare tuttavia pare viziata da una grave inesattezza di fondo, al punto che il più rappresentativo Comitato italiano per la farmacovigilanza pediatrica, “Giù le Mani dai Bambini®” (www.giulemanidaibambini.org), ha indirizzato una lettera aperta al Direttore Generale RAI Luigi Gubitosi contestando l’iniziativa e chiedendo risposte ai vertici RAI. Luca Poma, giornalista e portavoce nazionale del comitato, ha dichiarato: “L’intera sceneggiatura della Fiction è condizionata dal fatto che il medico consulente RAI si riconosce unicamente nella teoria dell’origine organica e genetica dei disturbi di comportamento, al punto da suggerire fin troppo spesso come terapia di prima linea il trattamento farmacologico per la presa in carico dei problemi dei suoi assistiti. In definitiva, il programma si traduce – inconsapevolmente o no resta da stabilirlo – in una promozione indiretta per l’uso di psicofarmaci in età evolutiva, con buona pace dell’indipendenza che il Servizio pubblico radio-televisivo dovrebbe avere dagli interessi – enormi – del marketing delle multinazionali del farmaco in Italia, un paese che – è bene ricordarlo – è il 5° mercato farmaceutico al mondo. Non esiste alcun accordo all’interno della comunità scientifica internazionale sul fatto che le variazioni di temperamento dei bambini o le difficoltà di comportamento o di inserimento a scuola degli adolescenti derivino da problemi di carattere organico, ne tantomeno che gli psicofarmaci siano una soluzione efficace, anzi, molte delle ricerche che vengono abitualmente citate a conforto della necessità di somministrare psicofarmaci ai minori come prima soluzione al loro disagio sono di scarsa qualità e con prove di grave pregiudizio editoriale, ed è davvero discutibile che in un programma del Servizio Pubblico Radiotelevisivo questo venga invece presentato come l’unico punto di vista esistente, con il rischio gravissimo – conclude Poma – di indurre convincimenti del tutto falsi tra i telespettatori RAI e tra le famiglie, e di favorire quindi un business – quello della vendita di psicofarmaci ai più piccoli – da oltre 20 miliardi di Euro all’anno”.
Sulla polemica è intervenuto anche Federico Bianchi di Castelbianco, noto psicoterapeuta dell’età evolutiva: “La trasmissione pare giustificata dal presunto aumento di malattia mentale nel 20% dei soggetti in età evolutiva, da curare – secondo la DocuFiction – primariamente con psicofarmaci, più che essere affrontata in relazione ai problemi legati all’ambiente. Un adolescente sano può presentare manifestazioni che possano essere male interpretate, molto spesso sono solo segni di ribellione o di rabbia, di certo non si possono formulare diagnosi superficiali basandosi magari su questionari rivolti agli insegnanti. Non ripetiamo ciò che è accaduto nella vicina Germania, dove si è passati dalla somministrazione nel 1993 di circa 30 chili di psicofarmaci ai bambini, ai 1.870 chili nel 2011, e ricordiamoci che negli Stati Uniti sono state condannate case farmaceutiche e famosi accademici per aver ammesso di aver ricevuto milioni di dollari dai produttori, e anche il padre scientifico dell’ADHD (la sindrome dei bambini agitati e distratti) Leon Eisemberg ha confessato che essa è nient’altro che una malattia fittizia”. La discussione approda in Parlamento, con un’interrogazione dell’On. Paola Binetti al Ministro della Sanità Beatrice Lorenzin e al Ministro per lo Sviluppo Economico Flavio Zanonato, depositata anche in Commissione Vigilanza RAI, della quale l’On. Molea è Segretario. L’On. Binetti, neuropsichiatra infantile, forte delle sue competenze specialistiche, è intervenuta nel merito: “E’ eclatante ad esempio la puntata della Fiction dedicata all’iperattività e deficit di attenzione, dove già dai primi incontri con la famiglia il medico prescrive potenti metanfetamine a un ragazzino con problemi di comportamento e di resa scolastica, insistendo a più riprese con la famiglia affinchè somministri lo psicofarmaco. Non si tratta qui di demonizzare l’uso di farmaci psicoattivi, ma di comprendere una volta per tutte che i problemi dei minori e dei bambini in particolare possono avere molte cause, anche afferenti l’ambiente e il sistema educativo, e che lo psicofarmaco non dovrebbe mai essere la disinvolta soluzione per risolvere in prima battuta un disagio comportamentale.
La più autorevole rivista medico-scientifica del mondo, il British Medical Journal, ha pubblicato pochi giorni fa un importante editoriale nel quale denuncia i rischi di ipermedicalizzazione dei problemi di comportamento dei minori, mettendo in guardia dal pericoloso incremento nell’uso di psicofarmaci su bambini e adolescenti, e la RAI invece in qualche modo lo favorisce? Stupisce chi è investito dell’importante missione istituzionale di “fare cultura” nel nostro Paese faccia propria in modo acritico la tesi che caldeggia l’uso disinvolto di psicofarmaci sui minori”, conclude la Binetti, che nel Suo atto Ispettivo chiede ai Ministri di “intervenire sulla RAI per garantire – su temi così delicati come la salute dell’infanzia – un’informazione realmente obiettiva alla cittadinanza, nonché di assumere iniziative per dare voce a quella significativa parte della comunità scientifica che non si riconosce nell’approccio biochimico al comportamento dell’infanzia e che invoca giustamente maggiore prudenza nella veicolazione di messaggi televisivi che possono stimolare la disinvolta somministrazione di psicofarmaci ai minori”.

 

A UNA SETTIMANA DALLA GIORNATA DELL’INFANZIA DELL’ONU, SULLA RAI VA IN SCENA IL MARKETING FARMACEUTICO: PSICOFARMACI AI BAMBINI NELLA FICTION “DISORDINI”

fonte: youfeed.it

La fiction RAI 3 a pochi giorni dai festeggiamenti della Giornata Mondiale Infanzia delle Nazioni Unite, racconta il disagio mentale che colpisce i più piccoli, con la collaborazione con un medico neuropsichiatra di Roma: ma il protagonista prescrive psicofarmaci con insolita disinvoltura a minori con problemi di comportamento. Poma (Giù le Mani dai Bambini): “Un grande ‘spot’ che favorisce il marketing farmaceutico, abbiamo indirizzato una lettera aperta al Direttore Generale RAI Gubitosi”.
Torino, 14/11/2013 E’ in onda su RAI 3 in queste settimane “Disordini”, una Fiction sui problemi comportamentali dei minori che solleva polemiche da parte da parte degli esperti, con una “querelle” che approda anche in Parlamento e in Commissione Vigilanza RAI con un interrogazione dell’ On. Bruno Molea e dell’On. Paola Binetti, sempre molto attenta – da neuropsichiatra infantile – a tematiche riguardanti l’infanzia. Il progetto televisivo – pregevole in astratto – parte dall’osservazione che il disturbo mentale spesso fa paura, al punto che diventa difficile persino ammetterne l’esistenza: troppo spesso anziché affrontare il problema, in particolare se colpisce i propri figli, si tende a nascondere questi disagi adolescenziali. Di qui la scelta di riproporre alcune delle situazioni più significative affrontate nel corso della sua attività specialistica dal consulente RAI al centro della docu-fiction, dove interpreta se stesso, mentre gli attori, nel ruolo dei pazienti e dei loro parenti, ricostruiscono le singole vicende dei ragazzi. L’iniziativa pare tuttavia pare viziata da una grave inesattezza di fondo, al punto che il più rappresentativo Comitato italiano per la farmacovigilanza pediatrica, “Giù le Mani dai Bambini®” (www.giulemanidaibambini.org), ha indirizzato una lettera aperta al Direttore Generale RAI Luigi Gubitosi contestando l’iniziativa e chiedendo risposte ai vertici RAI. Luca Poma, giornalista e portavoce nazionale del comitato, ha dichiarato: “L’intera sceneggiatura della Fiction è condizionata dal fatto che il medico consulente RAI si riconosce unicamente nella teoria dell’origine organica e genetica dei disturbi di comportamento, al punto da suggerire fin troppo spesso come terapia di prima linea il trattamento farmacologico per la presa in carico dei problemi dei suoi assistiti. In definitiva, il programma si traduce – inconsapevolmente o no resta da stabilirlo – in una promozione indiretta per l’uso di psicofarmaci in età evolutiva, con buona pace dell’indipendenza che il Servizio pubblico radio-televisivo dovrebbe avere dagli interessi – enormi – del marketing delle multinazionali del farmaco in Italia, un paese che – è bene ricordarlo – è il 5° mercato farmaceutico al mondo. Non esiste alcun accordo all’interno della comunità scientifica internazionale sul fatto che le variazioni di temperamento dei bambini o le difficoltà di comportamento o di inserimento a scuola degli adolescenti derivino da problemi di carattere organico, ne tantomeno che gli psicofarmaci siano una soluzione efficace, anzi, molte delle ricerche che vengono abitualmente citate a conforto della necessità di somministrare psicofarmaci ai minori come prima soluzione al loro disagio sono di scarsa qualità e con prove di grave pregiudizio editoriale, ed è davvero discutibile che in un programma del Servizio Pubblico Radiotelevisivo questo venga invece presentato come l’unico punto di vista esistente, con il rischio gravissimo – conclude Poma – di indurre convincimenti del tutto falsi tra i telespettatori RAI e tra le famiglie, e di favorire quindi un business – quello della vendita di psicofarmaci ai più piccoli – da oltre 20 miliardi di Euro all’anno”.
Sulla polemica è intervenuto anche Federico Bianchi di Castelbianco, noto psicoterapeuta dell’età evolutiva: “La trasmissione pare giustificata dal presunto aumento di malattia mentale nel 20% dei soggetti in età evolutiva, da curare – secondo la DocuFiction – primariamente con psicofarmaci, più che essere affrontata in relazione ai problemi legati all’ambiente. Un adolescente sano può presentare manifestazioni che possano essere male interpretate, molto spesso sono solo segni di ribellione o di rabbia, di certo non si possono formulare diagnosi superficiali basandosi magari su questionari rivolti agli insegnanti. Non ripetiamo ciò che è accaduto nella vicina Germania, dove si è passati dalla somministrazione nel 1993 di circa 30 chili di psicofarmaci ai bambini, ai 1.870 chili nel 2011, e ricordiamoci che negli Stati Uniti sono state condannate case farmaceutiche e famosi accademici per aver ammesso di aver ricevuto milioni di dollari dai produttori, e anche il padre scientifico dell’ADHD (la sindrome dei bambini agitati e distratti) Leon Eisemberg ha confessato che essa è nient’altro che una malattia fittizia”.
La discussione approda in Parlamento, con un’interrogazione dell’On. Paola Binetti al Ministro della Sanità Beatrice Lorenzin e al Ministro per lo Sviluppo Economico Flavio Zanonato, depositata anche in Commissione Vigilanza RAI, della quale l’On. Molea è Segretario. L’On. Binetti, neuropsichiatra infantile, forte delle sue competenze specialistiche, è intervenuta nel merito: “E’ eclatante ad esempio la puntata della Fiction dedicata all’iperattività e deficit di attenzione, dove già dai primi incontri con la famiglia il medico prescrive potenti metanfetamine a un ragazzino con problemi di comportamento e di resa scolastica, insistendo a più riprese con la famiglia affinchè somministri lo psicofarmaco. Non si tratta qui di demonizzare l’uso di farmaci psicoattivi, ma di comprendere una volta per tutte che i problemi dei minori e dei bambini in particolare possono avere molte cause, anche afferenti l’ambiente e il sistema educativo, e che lo psicofarmaco non dovrebbe mai essere la disinvolta soluzione per risolvere in prima battuta un disagio comportamentale. La più autorevole rivista medico-scientifica del mondo, il British Medical Journal, ha pubblicato pochi giorni fa un importante editoriale nel quale denuncia i rischi di ipermedicalizzazione dei problemi di comportamento dei minori, mettendo in guardia dal pericoloso incremento nell’uso di psicofarmaci su bambini e adolescenti, e la RAI invece in qualche modo lo favorisce? Stupisce chi è investito dell’importante missione istituzionale di “fare cultura” nel nostro Paese faccia propria in modo acritico la tesi che caldeggia l’uso disinvolto di psicofarmaci sui minori”, conclude la Binetti, che nel Suo atto Ispettivo chiede ai Ministri di “intervenire sulla RAI per garantire – su temi così delicati come la salute dell’infanzia – un’informazione realmente obiettiva alla cittadinanza, nonché di assumere iniziative per dare voce a quella significativa parte della comunità scientifica che non si riconosce nell’approccio biochimico al comportamento dell’infanzia e che invoca giustamente maggiore prudenza nella veicolazione di messaggi televisivi che possono stimolare la disinvolta somministrazione di psicofarmaci ai minori”.

 

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