Arriva Pasqua, i consigli del pediatra - Giù le Mani dai Bambini

Arriva Pasqua, i consigli del pediatra

Lasciamo giocare e ridere i bambini.

Di Marco Saffiero – per Ilformat.it

Lasciamo giocare e ridere i bambini.

Arriva Pasqua, i bambini non vedono l’ora di aprire il loro uovo, di scoprire la sorpresa e mangiare la cioccolata. Evitare stravizi alimentari e trascorrere il tempo all’insegna dell’allegria e della salute.

La pediatra Lucilla Ricottini, in collaborazioni con il network Consulcesi, consiglia la regola delle 3G per la Pasqua dei bambini. La prima indicazione riguarda i compiti: vietato trascorrere i giorni delle festività pasquali chiusi dentro casa a studiare.

Meglio sfruttare le vacanze per imparare cose nuove, che non sono per forza quelle scritte sui libri. In particolare, i giochi all’aria aperta con i coetanei e una bella passeggiata nella natura primaverile con mamma e papà fanno bene all’umore e sconfiggono la sedentarietà.

Creatività è la seconda regola. Le uova di Pasqua che troviamo nei supermercati attirano i bambini grazie alle sorprese che si rifanno ai cartoni animati del momento, assecondando le mode dominanti senza incentivare la creatività dei più piccoli.

Molto più divertente invece – spiega la pediatra – creare dei cestini di Pasqua fai da te, con l’aiuto dei genitori: basta sciogliere del cioccolato a bagnomaria, versarlo negli stampi, farlo raffreddare in frigorifero e poi impacchettarlo.

Il tutto, senza rinunciare alle sorprese. Album da colorare, acquerelli, plastilina e costruzioni soddisferanno la voglia di gioco dei piccoli puntando tutto sulla fantasia.

Se poi si volesse strizzare l’occhio alle usanze di una volta, si potrebbero bollire delle uova con spinaci o rape rosse per colorare il guscio, e poi utilizzare pennelli e colori atossici per decorarle con fiori, fiocchi e campanelle.

Momenti di gioco condivisi, che uniscono le generazioni. E infine la cioccolata, che fa anche bene ai bambini. Dal punto di vista nutrizionale, il cioccolato è un alimento ricco di magnesio, fosforo e flavonoidi, preziosi nel combattere l’azione dei radicali liberi e dunque contrastare l’invecchiamento cellulare.

Per i bambini è particolarmente importante che il cioccolato sia di ottima qualità e deve essere offerto in piccole dosi. Sempre meglio proporlo dopo i due anni, tenendo conto di possibili reazioni allergiche. L’ideale sarebbe il cioccolato fondente, che però spesso non è amato dai più piccoli per il sapore amarognolo.

La Pasqua può essere quindi una buona occasione per farli abituare, magari preparando tutti insieme dei biscotti con qualche scaglia di cioccolato fondente. Nella vita frenetica, spesso ci dimentichiamo delle cose più importanti.

Rimane difficile poter far giocare anche i bambini. Nell’organizzare ogni singolo minuto in mille attività, i più piccoli si distaccano dal gioco e dalla loro creatività. Negli Stati Uniti a più di dieci milioni di bambini vengono somministrati quotidianamente anfetamine o psicofarmaci per tentare di risolverne disagi, che potrebbero essere affrontati con metodi diversi.

In ogni fase dell’infanzia il gioco non è solo svago e divertimento, ma un modo di conoscere il mondo attraverso il corpo, i sensi, l’intelletto. Fondamentale passare del tempo all’aperto. Uno studio dell’Università di Hong Kong pubblicato su Plos One, sottolinea, che è meglio per i bambini vivere più tempo possibile tra la natura.

Infatti, star lontano dal verde porta i più piccoli a non stare bene psicologicamente, a sentirsi più stressati e depressi. Gli studiosi hanno realizzato un questionario per misurare la “connessione con la natura” dei bambini, coinvolgendo 493 famiglie con piccoli tra i 2 e i 5 anni.

I risultati hanno rivelato che i genitori che vedevano il loro bambino con un legame più stretto con la natura notavano meno angoscia, meno iperattività, e meno difficoltà comportamentali ed emotive.

Inoltre, sempre secondo l’analisi dei ricercatori di Hong Kong, proprio il contatto maggiore con il verde aveva migliorato il comportamento pro-sociale, cioè la capacità di capire meglio i bisogni dell’altro.

 

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