Perchè la maggior parte delle scoperte biomediche esaltate dalla stampa vengono poi smentite: Il caso del disturbo da deficit di attenzione - Giù le Mani dai Bambini

Perchè la maggior parte delle scoperte biomediche esaltate dalla stampa vengono poi smentite: Il caso del disturbo da deficit di attenzione

area scientifica Giù le mani dai bambini Onlus

Francois Gonon1,2*, Jan-Pieter Konsman3,4, David Cohen5, Thomas Boraud1,2

(Traduzione a cura di Luigia Sciascia)

Università/laboratorio: Dato non disponibile

Abstract:

Contesto: Poichè le osservazioni biomediche positive sono pubblicate più spesso di quelle che non fanno registrare alcun risultato, le osservazioni iniziali spesso sono smentite o ridimensionate da studi successivi.

Obiettivo:  determinare se la stampa, di preferenza, prediliga la trattazione dei risultati iniziali o se riferiscano poi anche gli studi e gli approfondimenti successivi.

Metodo: Ci siamo focalizzati sul disturbo da deficit di attenzione (ADHD). Utilizzando i database di Factiva e PubMed, abbiamo identificato 47 ricerche scientifiche pubblicate negli anni novanta sul tema, immediatamente riportate da 347 articoli di giornale. Abbiamo selezionato le dieci pubblicazioni con eco maggiore e raccolto tutti gli studi pertinenti successivi fino al 2011, verificando se i risultati riportati in ogni pubblicazione dei “top 10” fossero coerenti con le osservazioni precedenti e successive, e comparando la copertura mediatica delle pubblicazioni “top 10” con quella dei loro studi scientifici correlati.

Risultati: sette delle suddette 10 principali pubblicazioni erano in realtà studi iniziali e le conclusioni in sei di queste sono state poi o smentite o ridimensionate in modo significativo. La settima  non è stata né smentita né confermata, tuttavia il principale assunto pare improbabile.

Tra i tre “top 10” che non erano studi iniziali, due sono stati confermati successivamente e il terzo è stato attenuato. La copertura sui giornali delle pubblicazioni “top 10” (223 articoli) era molto più grande di quello dei 67 studi correlati (57 articoli). Inoltre, solo uno di questi ultimi articoli ha riferito che il corrispondente “top 10” era stato attenuato. Il fattore di impatto medio delle riviste scientifiche che hanno pubblicato gli studi con eco sui giornali (17.1 n = 56) era molto più alto (p<0.0001) di quello corrispondente alle pubblicazioni correlate che non ne facevano eco (6.4 n = 56).

Conclusioni: Poiché i giornali fanno preferenzialmente eco alle scoperte iniziali sull’Adhd che pubblicano sulle riviste importanti, essi riferiscono di risultati incerti che sono spesso smentiti o attenuati da studi successivi. Il fatto che queste segnalazioni distorte dei media siano generalizzate per quanto riguarda le scienze della salute rappresenta una delle principali cause per cui tali scienze e le relative pubblicazioni non sono del tutto attendibili.

 

1 Istituto di Ricerca delle malattie neurodegenerative, Università di Bordeaux, Francia , Centro Nazionale della Ricerca Scientifica UMR 5293, Bordeaux, Francia, 3 Centro per la Risonanza Magnetica dei Sistemi Biologici, Università di Bordeaux, France, Centro Nazionale della Ricerca Scientifica UMR 5536, Bordeaux, Francia,  Scuola di Sociologia , Università Internazionale della Florida, Miami, Florida, USA

 

Citation: Gonon F, Konsman J-P, Cohen D, Boraud T (2012) Why Most Biomedical Findings Echoed by Newspapers Turn Out to be False: The Case of Attention Deficit Hyperactivity Disorder. PLoS ONE 7(9): e44275. doi:10.1371/journal.pone.0044275

Editor: Isabelle Boutron, University Paris Descartes, France

Received May 29, 2012; Accepted July 30, 2012; Published September 12, 2012

Copyright: © 2012 Gonon et al. This is an open-access article distributed under the terms of the Creative Commons Attribution License, which permits

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Funding: This work was supported by the Centre National de la Recherche Scientifique (CNRS UMR 5293 and UPR 3255), the University of Bordeaux and by grants from the Re´gion Aquitaine, from the Institut des Sciences de la Communication du CNRS (ISCC) and from the Agence Nationale de la Recherche (ANR VSNRAP).

The funders had no role in study design, data collection and analysis, decision to publish, or preparation of the manuscript.

Competing Interests: Dr. Thomas Boraud is a PLoS ONE Editorial Board member. This does not alter the authors’ adherence to all the PLoS ONE policies on sharing data and materials. The authors have declared that no other competing interests exist.

* E-mail: francois.gonon@u-bordeaux2.fr

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