Libertas e Fondazione “Pietro Mennea”: mobilitazione etica e legale contro il doping - Giù le Mani dai Bambini

Libertas e Fondazione “Pietro Mennea”: mobilitazione etica e legale contro il doping

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Di Enrico Fora – fonte: Libertas Sprint – House organ del Centro Nazionale Sportivo Libertas

Le vite parallele della Libertas e di Pietro Mennea viaggiavano sui binari delle valenze più genuine dello sport. “Il Gruppo Sportivo AVIS Barletta per il quale Pietro Mennea corse inizialmente – scrive Renato Russo editore e giornalista su “Libertas Sprint” del 28 febbraio 2014 – era nato nell’estate del 1961 ben organizzato perché proveniva dalla Polisportiva Libertas guidata dal Presidente dr. Ruggiero Dimiccoli.”
Senza titolo-1Da queste radici nasceva una condivisione di valori irrinunciabili che Pietro Mennea testimoniava volando sul tartan e vivendo intensamente un impegno di alto profilo per tutelare l’etica decoubertiana. Mennea è stato sempre considerato dall’establishment un “personaggio scomodo” che denunciava i fenomeni degenerativi  dello sport, che non accettava i compromessi, che non era omologabile.
Ha elaborato 20 libri che costituiscono il suo testamento morale da tramandare alle nuove generazioni. La Fondazione “Pietro Mennea” rappresenta un anello di congiunzione, di coerenza e di continuità con la nobile mission del campione che ha lasciato una traccia indelebile nella memoria storica dello sport azzurro e nella coscienza dell’immaginario collettivo. Attualmente la Fondazione prosegue l’attività filantropica che Mennea svolgeva – con ammirevole discrezione – nelle aree del disagio minorile e della disabilità.
Emblematica la sua adesione a “Giù le mani dai bambini” campagna nazionale di farmacovigilanza contro anfetamine e psicofarmaci che vengono somministrati ai giovanissimi affetti dalla sindrome A.D.H.D. (Attention Deficit Hyperactivity Disorder).

La Libertas – da 70 anni impegnata a tutelare l’integrità psicofisica dei giovani – ritiene che si debbano elevare i livelli di guardia contro il doping: una marea nera che tenta di inquinare anche lo sport dilettantistico. I numerosi libri-denuncia, che Pietro Mennea dedicò al fenomeno doping, costituiscono l’antidoto valoriale, educativo e formativo per avviare una mobilitazione etica e legale contro le sostanze dopanti.
E’ il momento di una consapevole azione di informazione-prevenzione per sensibilizzare i giovanissimi.
Occorre responsabilizzare i dirigenti sportivi, i tecnici, gli istruttori, ecc. affinchè il pressing psicologico dell’agonismo esasperato e della patologia “campionismo” non produca fenomeni devianti di identificazione e di proiezione. Dobbiamo anche puntare una lente di ingrandimento sul ruolo genitoriale.
Talvolta l’ansia da prestazione sportiva, alimentata nell’entourage familiare, rivela un’inconfessabile libidine di business che determina alterazioni devastanti sullo stress psicofisico, emotivo e socio-relazionale dei giovani. In questo humus venefico allignano blandizie, devianze e connivenze che diventano i prodromi di scelte esecrabili sulla pelle degli atleti.
L’avv. Manuela Olivieri Mennea – Presidente della Fondazione e testimonial di “Libertas Sprint” – condivide queste motivazioni di etica sportiva e di benessere psicofisico. Pertanto concede la fruibilità della cospicua, qualificata documentazione per avviare una campagna di informazione e di prevenzione.
I libri di Pietro Mennea saranno l’icona disinquinante per diffondere la cultura della legalità e della trasparenza nello sport inteso come “ecologismo etico” e presidio educativo, formativo, salutista per tutelare le giovanissime risorse umane del nostro Paese.

 

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